A poco più di una settimana da una delle aggressioni più violente avvenute negli ultimi mesi contro appartenenti alle forze dell'ordine, il protagonista della vicenda è tornato a circolare liberamente proprio nei luoghi in cui aveva seminato il panico. Succede a San Vincenzo, in provincia di Livorno, dove un clochard straniero di 42 anni è stato nuovamente avvistato dopo essere stato dimesso dall'ospedale. La sua presenza ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulle misure adottate nei suoi confronti.

L'episodio risale al 26 luglio. Secondo la ricostruzione, l'uomo avrebbe dato in escandescenze nei pressi di un supermercato, molestando alcuni passanti. All'arrivo di due agenti della polizia locale avrebbe estratto un coltello tentando di colpirli per due volte. Durante il secondo assalto uno dei vigili, dopo aver intimato inutilmente di fermarsi e ritenendo imminente il pericolo, ha esploso un colpo con l'arma d'ordinanza, ferendo l'aggressore all'addome in modo non grave.

Trasportato all'ospedale di Cisanello, il quarantaduenne è stato curato e successivamente dimesso. Nei giorni scorsi è però ricomparso a San Vincenzo, proprio nella zona dell'aggressione. Una circostanza che ha provocato forte preoccupazione tra cittadini e amministratori locali.

Il sindaco Paolo Riccucci ha reso noto di essersi immediatamente attivato per chiedere chiarimenti sull'iter che ha portato alla rimessa in libertà dell'uomo, sottolineando il rispetto per il lavoro della magistratura e delle autorità sanitarie, ma esprimendo allo stesso tempo perplessità nel rivederlo così rapidamente negli stessi luoghi. Il primo cittadino ha chiesto di verificare se siano stati eseguiti tutti gli accertamenti previsti e se siano state adottate le procedure necessarie a tutela della sicurezza pubblica.

La vicenda ha inevitabilmente alimentato un acceso confronto politico e mediatico sui temi della sicurezza urbana, della gestione delle persone con possibili fragilità psichiche e delle misure cautelari applicabili in casi di aggressione alle forze dell'ordine. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali della Procura che motivino eventuali provvedimenti restrittivi non adottati, mentre Prefettura e autorità competenti sono state investite della questione.